mercoledì 23 novembre 2016

Perché il letto del piccolo è sfatto?

Qualche notte fa il piccolo si è sentito male. Niente di grave, per carità ma avuto una lieve forma influenzale e, verso le tre di notte, ha chiamato con la sua vocina.
- Papo, papo
Quando sono arrivato l'ho trovato che stava vomitando nel lettino. Ha finito di liberarsi stringendo la sua manina nella mia.
Una volta finito l'ho spogliato, l'ho portato in bagno e l'ho lavato. Mentre si lavava i dentini sono andato a prendere le lenzuola e le ho infilate in una bacinella e ho gettato la traversa che, fortunatamente, ancora abbiamo sui lettini.
Lui mi ha richiamato, aveva finito con i dentini, ho finito di rivestirlo e l'ho messo nel lettone di mamma e papà.
Sono tornato di là, ho fatto partire la lavatrice e ho messo la trapunta vicino alla lavatrice, pronta per il secondo turno di lavaggio.
Non erano neanche le quattro sono finalmente andato a dormire.
Alle sette mi ha moglie mi ha svegliato bruscamente:
- Ma si può sapere perché il letto del piccolo è tutto sfatto?

Mio figlio e il seno della mamma

Mio figlio ha ormai 4 anni e incomincia ad interrogarsi sulle grandi cose della vita, o almeno è su quella strada lì.

L'altro giorno ha avuto un brillantissimo colloquio con la madre.

- Mamma, ma tu hai ancora il latte nei tuoi seni?
- No amore, non ne ho più.
- Ma neanche una goccia?
- No, neanche una goccia.
- Aaaaaaaah, ma allora è per questo che sono un po' moscetti

giovedì 24 marzo 2016

Papi, voglio la coscia di cavallo

Qualche giorno fa il piccolo, poco più che treenne, mi ha trascinato davanti al frigo.
- Papi, voglio la coscia di cavallo
- Non ho capito bene, cosa vuoi?
- Voglio la coscia di cavallo, ieri mamma me ne ha dato un pezzetto, era buonissima


Buonissima lo ha detto con un numero imprecisato di s, diciamo tra le 6 e le 15, ma io insistevo nella mia totale incomprensione della richiesta.
In famiglia non siamo vegani nè vegetariani, ma non siamo carnivori appassionati, consumiamo carne ma in quantità davvero moderate. La mia mente è andata al ricordo di quando abbiamo fatto assaggiare una pasta al ragù di cavallo al piccolo, credo gli sia piaciuta, ma non credo si riferisca a quei rigatoni di settimane prima e ho forti dubbi sulla effettiva presenza nel mio frigorifero di una vera e propria coscia di cavallo.
Una coscia di cavallo nel mio frigo? Ma come ci potrebbe essere mai finita?

Apro il frigo
- Piccolo vieni in braccio, mi indichi la coscia di cavallo?
- Eccolo qui papi, è buonissima
mi dice, sempre in una pioggia di s, indicando con il ditino un pacchetto chiuso nella pellicola trasparente.

Lo poso a terra, prendo il pacchetto ed il coltello, lo apro e ne taglio una fetta generosa.

-Tieni, ti sei proprio meritato la tua fettona di CACIOCAVALLO

mercoledì 16 marzo 2016

Una bella pappeggiata

Al piccolo piace tanto andare a spasso con papà. Quando gira per il quartiere con la manina stretta nella manona di papà sembra più alto, e anche più grande.
Ormai non dice più 'pappeggiata' ma per noi il termine è restato in uso e quando torno dal lavoro e gli dico se gli va di uscire a fare due passi lo utilizzo sempre.
"Ti va di fare una 'pappeggiata' con papà?
E lui, raffreddore o tosse, pioggia o stanchezza, risponde sempre allo stesso modo
"Siiiiii, una pappeggiata"

giovedì 18 febbraio 2016

Il posto più bello del mondo? In braccio a papà

Anzi per dirla con il mio piccoletto “in brazzo a papà”.
Non ricordiamo neanche più con certezza come sia nata questa gag familiare ma dovrebbe essere venuta fuori due estati fa quando il giovanotto allora poco più che duenne decise che si stava meglio in brazzo a papà che sulla spiaggia.
Il risultato fu che io tornai a casa con il segno del ‘bradipo’ tatuato sulla lieve abbronzatura e una domanda da sfoggiare per farmi bello con amici e conoscenti.
“Piccolo, qual è il posto più bello del mondo?”
E lui, con un sorrisone e le braccine tese al mio collo, “In brazzo a papà”
Figurone assicurato.

Quasi quasi chiedo il riconoscimento dell’Unesco

giovedì 3 ottobre 2013

A proposito di oggi, di femminismo e di Peppa Pig

Nei giorni scorsi ha tenuto banco la questione dell’opportunità di rappresentare in pubblicità la donna come angelo del focolare, intenta a cucinare e a servire a tavola. E la discussione è stata anche piuttosto sentita, tanto da impegnare esponenti di spicco della società italiana. E così, l’altro ieri riflettevo su quanto sia davvero incredibile la distanza che si percepisce tra la vita reale e certe discussioni.
L’altro ieri infatti mia moglie faceva il turno pomeridiano al lavoro e non sarebbe rientrata prima delle 22 e 30 e mentre ero impegnato a preparare la cena per la grande, tre anni e mezzo, e avevo in braccio il piccolo di 15 mesi, riflettevo sulla pubblicità oggetto di tanto scalpore.
Secondo gli autorevoli commentatori assistere a questa pubblicità avrebbe contribuito ad imporre un modello stereotipato di società in cui la donna svolge funzioni serventi e non si affranca dal ruolo di angelo del focolare ma anzi ne resta succube.

giovedì 12 settembre 2013

1, 2, 3, stella...

L’altro giorno ero a casa da solo coi bambini.
Con la grande, 3 anni e mezzo, abbiamo cominciato a giocare a 1,2,3 stella.